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Buon compleanno Maite!

 due giugno abbiamo festeggiato i 3 anni di Maite. Già 3? sì, già 3. 

3 anni sono importanti. Inizi a non essere più piccolissima. 3 anni dalla prima volta in cui mi hai mangiata, vorace, ad occhi aperti, dopo esser venuta al mondo.

Al parco, con i suoi amici, proprio tutti (e anche di più), con teli per terra, tavolini imbanditi, e una fontanella di acqua. 

Abbiamo proposto un brunch, alle 11 della mattina, e i più temerari sono stati con noi fino allea 16. Il tema erano i colori, scelto da lei. 

Un miliardo di regali, che nemmeno li ha visti tutti, tante corse, e lei felice. Finalmente il giorno del suo compleanno. Finalmente gli occhialini per la piscina e le ciabattine. Finalmente i cioccolatini colorati.

Buon compleanno, selvaggia del mio cuore!

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A casa da sole

A volte capita. Ed è capitato anche quest’anno. Nicola in trasferta, e noi a casa. Ma quest’anno erano due contro una.

Le giornate sono state lunghissime, ma ce la siamo cavata. 

Livia ha avuto la brillante idea di non dormire la prima notte e piangere per due terzi del giorno dopo. Maite avrà detto ‘mammaaaa’ almeno dodicimila volte (al giorno). 

Ma il tempo passa, e papà torna. E stamattina alle 7.30 era in giro con Livia per farmi dormire un pochino di più. 

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i giorni da rifare

Non parlo di quelle giornate bellissime, quelle che vai a letto e ti dici “è da rifare!”.

Parlo dei giorni sbagliati. Quelli che vado a letto e vorrei svegliarmi al giorno prima, per poterlo rifare.

Che spero Maite non ricordi, che non le rovinino l’infanzia.

Ieri era uno di quei giorni. Ero in ritardo, dovevo fare un sacco di cose, Livia piangeva, Maite voleva attenzione. L’ho sgridata e abbiamo litigato praticamente tutta la mattina. 

Alle 11 dovevo andare, e mi sono portata dietro Livia. Crisi di pianto. Sono uscita di casa con un nodo in gola. Sperando che un giorno, nella sua vita, significhi davvero poco. 

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Bentornato parco!

Maite non dorme più al pomeriggio. Livia… beh, lei fa i pisolini del gatto. Dorme 20 minuti. Massimo. Gli amici di Maite, figli di madri più furbe di me (o semplicemente che non lavorano la seramia) frequentano il nido fino alle 16. Quindi io mi ritrovo con quelle due/tre ore da riempire, da sola. 

E dopo aver dipinto ogni superfice possibile, aver costruito di tutto con i lego, aver guardato una decina di film… non sapevo più cosa inventarmi! 

Fortuna che è tornato il sole ad aiutarmi. E sole vuol dire parco. Quindi telo in macchina, sacchetto dei giochi per la sabbia sempre pronto, ed è qui che puoi trovarci, quasi tutti i pomeriggi. Livia dorme sul telo, Maite gioca con la sabbia. Io respiro.

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Albero di Natale a prova di toddler! 

​Il sacchetto è Ikea, di almejo 3/4 anni fa. Le stelline di feltro sono semplici decorazioni, ma si possono tranquillamente autoprodurre e variare le forme. Velcro adesivo sul cartoncino e sulla stella, ed è fatta!!

Un albero di Natale in stile montessoriano, infrangibile, che non sporca, non si rompe, e cambia faccia ogni giorno!!

​Domani spero di completare l’ultimo progetto di decorazione natalizia, che tra un po’ arriva pasqua 😀

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Cosa piace a mia figlia di 2 anni

Le pozzanghere. E gli stivali di plastica rossi, per fortuna. 

Il didò.

La pastina in brodo.

I lego duplo.

Leggere dieci volte di fila lo stesso libro.

Chiedere da sola i gusti del proprio gelato (“cioccolato e bianco” oppure “mango e blu”).

I succhi di pera nei brik con la cannuccia che si piega.

Le sue bambole. 

La tv. Purtroppo. Paw patrol. Purtroppissimo.

Dire a me e a suo papà che ci vuole tanto bene.

Cantare. 

Scegliersi i vestiti. E cambiare le mutande più di una volta al giorno.

Fare il letto.

Fare pipi nel bidet.

Aiutarmi a mettere il detersivo nella  lavatrice.

Fare la doccia e LAVARE I CAPELLI.

I tuffi in piscina. 

Guardare le foto di quando era piccola. 

“Sofia”, di Alvaro Soler. 

Aprire le cerniere.

Colorare.

Giocare a memory.

I muffin al cioccolato.

Costruire parco giochi con qualsiasi cosa ci capiti a tiro.

Mettere lo smalto sui piedi.

Giocare a fare la mamma.

Fare i tuffi sul divano. 

Il grana.

Mettere le arance nel letto. 

I travasi. 

Le coccole. 
Presto cambierà tutto, di nuovo. Lo so. Non mi faccio domande, Maite mi piace oggi come ieri, e mi piacerà domani. Mi siedo per terra a far torte di didò e la chiamo ogni volta che carico la lavatrice. Me la voglio godere. Me la voglio ricordare. Voglio soddiafarla quando posso, farla contenta finchè è così facile. Di tempo per essere infelice ne ha. 

E allora quando piove e la mattina lei mi chiede “c’è la pozzanghera?”, io le rispondo “certo!”.