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Mastiti, ingorghi e altri intoppi

Ricordate la febbre di mercoledì? Si da il caso che in concomitanza con la febbre avevo notato un nodo doloroso al seno destro. Proprio il seno da cui, già in ospedale, avevo notato che Livia ciucciava poco e male.

Beh, senza farla lunga ieri sono andata in ospedale con un dotto mammario ostruito, e grazie alla pazienza di una ostetrica, qualche dolorosissima spremitura manuale e tanta buona volontà a far attaccare Livia nel modo corretto, l’occlusione sta passando, ma volevo spiegare brevemente come riconoscere questi problemi e cosa fare.

Con Maite, in 18 mesi di allattamento, non ho mai avuto nessun problema. Ho iniziato ad allattare Livia forse con troppa sicurezza, quindi. Già in ospedale però avevo notato che apriva poco la bocca, e che sopratutto a destra si agitava molto. 

Il fastidio è iniziato con un bruciore in profondità, al tatto. Nelle ore successive mi faceva molto male anche durante le poppate e lei si agitava sempre di più. La pelle in superficie è diventata rossa e il seno ha iniziato ad indurirsi sempre di più.

Non è da sottovalutare, perchè la mastite è dietro l’angolo e non oso immaginare il male che possa fare!

Cosa fare?

Calma. Sempre meglio andare a farsi vedere, in ospedale, in consultorio o da qualche consulente dell’allattamento, per escludere che ci sia una infiammazione seria e sia necessario l’antibiotico. Poi via a docce calde prima della poppata, impacchi caldo umidi (una salvietta da bidet bagnata con sopra la bull dell’acqua calda), e massaggi della zona dolente. 

Ma la cosa più importante è correggere la suzione. A volte è “colpa” del vostro seno, della forma del capezzolo, e allora può essere utile usare dei paracapezzolo. Nel mio caso invece il problema è che Livia non estroflette il labbro inferiore. Sto quindi schiacciando il capezzolo perchè sia più sottile nel momento in cui si attacca. Mercoledì poi la vedrà la mia amica osteopata per vedere se c’è qualche trauma al cranio che le blocca la mandibola.

E adesso momento “modestia”.

L’ostetrica che mi ha fatto sentire capace. Mi ha detto che stavo facendo tutto nel modo giusto e che ero ben preparata. È stato consolatorio, in un momento in cui mi sentivo sfiduciata e triste. 

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La mamma sta a letto

Ieri sera avevo mal di testa. E freddo, molto freddo. E un po’ di raffreddore. E 37.7 di febbre.

Cosa?? 37.7??

Cazzo. Eh si, cazzo. Che ero a casa da sola con le due bestioline e mi sentivo andare a fuoco. Cazzo che di notte è arrivata a 38.5 e Livia era attaccata alle tette costantemente. Cazzo che avevo sete, freddo, caldo, mi girava la testa.

Quindi oggi ho trasformato il divano in un concentrato di beni di prima necessità, acqua, fazzoletti, tachipirina, salviettine e pannolini, e io e Livia non ci siamo mosse da qui.

A breve tornerà Maite dal nido e sfodererò la carta della televisione. Tutto il resto sarà lasciato all’autogestione.

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Iniziare a lavorare a 27 settimane

Ebbene si. Sono uno degli stereotipi italiani. Lavoro, poco ma qualcosa faccio, ma non ho contratto. 

Quindi, non ho maternità. 

Quindi, si fa quel che si può.

E allora lunedì ho ricominciato con le lezioni di Inglese, 3 sere alla settimana con gli adulti e un pomeriggio con i bambini. Continuerò fino al 21 dicembre. 37 settimane. Poi faremo una pausa, tra gennaio e febbraio, per poi riprendere a marzo e finire le ore del corso. 

Nonostante questa premessa gli iscritti sono stati tantissimi, e a me insegnare piace, ma non nascondo di avere un po’ di ansia. 

Cosa faccio se nasce prima? Ce la farò ad andare avanti e indietro, a 20km da casa, fino al nono mese?

Pancia mia, scusa questa mamma che ti ha strapazzato/a da troppo presto. Ti aspetto, anche se non passo la giornata a parlarti, e non vedo l’ora di sentire il tuo odore.