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scatole dei ricordi

Questa settimana siamo a casa da sole, io, Maite e Livia. 

Inganno il tempo, aspettando il ritorno di papà, creando delle scatole dei ricordi per le mie figlie. Ho comprato su Amazon due scatole di legno, molto semplici. Penso di scriverci con le tempere i loro nomi.

Le sto riempiendo con le cose che penso possa fargli piacere di trovare da grandi, ovviamente è tutto in divenire essendo ancora abbastanza piccole.

Per ora ho messo ad entrambe la tutina con cui sono tornata a casa, un’altra tutina cui ero particolarmente legata, i braccialetti dell’ospedale, è una copertina fatta a mano da mia suocera è da mia zia per ognuna. Amaite ho aggiunto anche le foto del nido, gli attestati di nuoto, e i biglietti di auguri che ha ricevuto il suo primo compleanno.

Negli anni vorrei aggiungere il primo bavaglino che hanno avuto al nido, magari il grembiulino della scuola materna, un paio di libri e magari un giochino o un pupazzo. 

Sono in dubbio per quanto riguarda i disegni e le foto, perché sono tanti e occupano molto spazio. Magari farò una scatola a parte solo per loro.

Cos’altro potrei aggiungere, secondo voi? Cosa non può mancare nella scatola dei ricordi di un bambino?

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Buon compleanno Maite!

 due giugno abbiamo festeggiato i 3 anni di Maite. Già 3? sì, già 3. 

3 anni sono importanti. Inizi a non essere più piccolissima. 3 anni dalla prima volta in cui mi hai mangiata, vorace, ad occhi aperti, dopo esser venuta al mondo.

Al parco, con i suoi amici, proprio tutti (e anche di più), con teli per terra, tavolini imbanditi, e una fontanella di acqua. 

Abbiamo proposto un brunch, alle 11 della mattina, e i più temerari sono stati con noi fino allea 16. Il tema erano i colori, scelto da lei. 

Un miliardo di regali, che nemmeno li ha visti tutti, tante corse, e lei felice. Finalmente il giorno del suo compleanno. Finalmente gli occhialini per la piscina e le ciabattine. Finalmente i cioccolatini colorati.

Buon compleanno, selvaggia del mio cuore!

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il latte della mamma

L’allattamento di Livia non è andato bene, dall’inizip. Forse ero troppo sicura di me, non pensavo potessero esserci problemi. Agli ultimi controlli però Livia era molto sottopeso, in 4 mesi era aumentata meno di due kg. 

Ho pianto, ho dato un biberon di artificiale, ho contattato una ostetrica e ho letto e riletto il sito della Leche Legue.

La pediatra intanto, a cui mi ero mostrata tranquilla e sicura, le ha diagnosticato il reflusso. Io però lo sapevo, non avevo più latte. E così ho preso una decisione. Quella che faceva stare meglio me, che mi restituiva la tranquillità, e che non è uguale per tutte. 

Ho scelto di toglierle il ciuccio, tenermela aaddosso il più possibile, allattarla ad oltranza, litigarci affinché si attaccasse bene. e il latte è tornato. In 10 giorni ha preso quello che aveva preso in un mese. 

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A casa da sole

A volte capita. Ed è capitato anche quest’anno. Nicola in trasferta, e noi a casa. Ma quest’anno erano due contro una.

Le giornate sono state lunghissime, ma ce la siamo cavata. 

Livia ha avuto la brillante idea di non dormire la prima notte e piangere per due terzi del giorno dopo. Maite avrà detto ‘mammaaaa’ almeno dodicimila volte (al giorno). 

Ma il tempo passa, e papà torna. E stamattina alle 7.30 era in giro con Livia per farmi dormire un pochino di più. 

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i giorni da rifare

Non parlo di quelle giornate bellissime, quelle che vai a letto e ti dici “è da rifare!”.

Parlo dei giorni sbagliati. Quelli che vado a letto e vorrei svegliarmi al giorno prima, per poterlo rifare.

Che spero Maite non ricordi, che non le rovinino l’infanzia.

Ieri era uno di quei giorni. Ero in ritardo, dovevo fare un sacco di cose, Livia piangeva, Maite voleva attenzione. L’ho sgridata e abbiamo litigato praticamente tutta la mattina. 

Alle 11 dovevo andare, e mi sono portata dietro Livia. Crisi di pianto. Sono uscita di casa con un nodo in gola. Sperando che un giorno, nella sua vita, significhi davvero poco. 

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Bentornato parco!

Maite non dorme più al pomeriggio. Livia… beh, lei fa i pisolini del gatto. Dorme 20 minuti. Massimo. Gli amici di Maite, figli di madri più furbe di me (o semplicemente che non lavorano la seramia) frequentano il nido fino alle 16. Quindi io mi ritrovo con quelle due/tre ore da riempire, da sola. 

E dopo aver dipinto ogni superfice possibile, aver costruito di tutto con i lego, aver guardato una decina di film… non sapevo più cosa inventarmi! 

Fortuna che è tornato il sole ad aiutarmi. E sole vuol dire parco. Quindi telo in macchina, sacchetto dei giochi per la sabbia sempre pronto, ed è qui che puoi trovarci, quasi tutti i pomeriggi. Livia dorme sul telo, Maite gioca con la sabbia. Io respiro.

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venerdì sera

Ho appoggiato Livia sul letto mentre lo sistemavo. Vado a caricare la lavatrice, torno e la trovo addormentata. Sono le 20.20. oh beh. La sposto nella culla e mi butto sul divano con Maite. Lei mi prende il braccio, si fa abbracciare e… si addormenta. 

Morale: sono le 20.35, le bambine dormono, il papà è in palestra, e io guardo BakeOff Uk. 

È il venerdì più emozionante degli ultimi tre anni. 

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I lamenti del primogenito

Da quando sono a casa con Livia, Maite è un lamento unico. Si lamenta che le fanno male I piedi, fa l’offesa qualsiasi cosa le si dica, le frasi hanno tutte quella cadenza di lamento.

Ogni giorno va un po’ meglio, ma non è sempre facile. I sensi di colpa quando la sgrido e penso di starle facendo un torto, quando devo dirle per l’ennesima volta che mentre allatto deve lasciar stare sua sorella, quando sono irremovibile, e quando non ho proprio tempo per lei. Non è facile, aiutarla a non soffrire troppo nel passaggio da unica a prima.

In più devo proteggerla dal poco tatto di chi, incontrandoci, le chiede “piange tabtor, eh?”, e poi guardando me mi chiede se è gelosa. No, è bravissima e mi aiuta tantissimo, rispondo io. Poi, a casa, dico a Maite che anche a me da fastidio quando Livia piange e non si riesce a parlare, ma che quando è tranquilla è divertente stare con lei. 

I lamenti restano, ma Maite, un po’ alla volta, si sta calmando. 

sopravviviamo.

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Mastiti, ingorghi e altri intoppi

Ricordate la febbre di mercoledì? Si da il caso che in concomitanza con la febbre avevo notato un nodo doloroso al seno destro. Proprio il seno da cui, già in ospedale, avevo notato che Livia ciucciava poco e male.

Beh, senza farla lunga ieri sono andata in ospedale con un dotto mammario ostruito, e grazie alla pazienza di una ostetrica, qualche dolorosissima spremitura manuale e tanta buona volontà a far attaccare Livia nel modo corretto, l’occlusione sta passando, ma volevo spiegare brevemente come riconoscere questi problemi e cosa fare.

Con Maite, in 18 mesi di allattamento, non ho mai avuto nessun problema. Ho iniziato ad allattare Livia forse con troppa sicurezza, quindi. Già in ospedale però avevo notato che apriva poco la bocca, e che sopratutto a destra si agitava molto. 

Il fastidio è iniziato con un bruciore in profondità, al tatto. Nelle ore successive mi faceva molto male anche durante le poppate e lei si agitava sempre di più. La pelle in superficie è diventata rossa e il seno ha iniziato ad indurirsi sempre di più.

Non è da sottovalutare, perchè la mastite è dietro l’angolo e non oso immaginare il male che possa fare!

Cosa fare?

Calma. Sempre meglio andare a farsi vedere, in ospedale, in consultorio o da qualche consulente dell’allattamento, per escludere che ci sia una infiammazione seria e sia necessario l’antibiotico. Poi via a docce calde prima della poppata, impacchi caldo umidi (una salvietta da bidet bagnata con sopra la bull dell’acqua calda), e massaggi della zona dolente. 

Ma la cosa più importante è correggere la suzione. A volte è “colpa” del vostro seno, della forma del capezzolo, e allora può essere utile usare dei paracapezzolo. Nel mio caso invece il problema è che Livia non estroflette il labbro inferiore. Sto quindi schiacciando il capezzolo perchè sia più sottile nel momento in cui si attacca. Mercoledì poi la vedrà la mia amica osteopata per vedere se c’è qualche trauma al cranio che le blocca la mandibola.

E adesso momento “modestia”.

L’ostetrica che mi ha fatto sentire capace. Mi ha detto che stavo facendo tutto nel modo giusto e che ero ben preparata. È stato consolatorio, in un momento in cui mi sentivo sfiduciata e triste. 

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La mamma sta a letto

Ieri sera avevo mal di testa. E freddo, molto freddo. E un po’ di raffreddore. E 37.7 di febbre.

Cosa?? 37.7??

Cazzo. Eh si, cazzo. Che ero a casa da sola con le due bestioline e mi sentivo andare a fuoco. Cazzo che di notte è arrivata a 38.5 e Livia era attaccata alle tette costantemente. Cazzo che avevo sete, freddo, caldo, mi girava la testa.

Quindi oggi ho trasformato il divano in un concentrato di beni di prima necessità, acqua, fazzoletti, tachipirina, salviettine e pannolini, e io e Livia non ci siamo mosse da qui.

A breve tornerà Maite dal nido e sfodererò la carta della televisione. Tutto il resto sarà lasciato all’autogestione.