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Buon compleanno Maite!

 due giugno abbiamo festeggiato i 3 anni di Maite. Già 3? sì, già 3. 

3 anni sono importanti. Inizi a non essere più piccolissima. 3 anni dalla prima volta in cui mi hai mangiata, vorace, ad occhi aperti, dopo esser venuta al mondo.

Al parco, con i suoi amici, proprio tutti (e anche di più), con teli per terra, tavolini imbanditi, e una fontanella di acqua. 

Abbiamo proposto un brunch, alle 11 della mattina, e i più temerari sono stati con noi fino allea 16. Il tema erano i colori, scelto da lei. 

Un miliardo di regali, che nemmeno li ha visti tutti, tante corse, e lei felice. Finalmente il giorno del suo compleanno. Finalmente gli occhialini per la piscina e le ciabattine. Finalmente i cioccolatini colorati.

Buon compleanno, selvaggia del mio cuore!

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Il mio naso!

Lunedì 2 Giugno, 10.03.
Un ciuffo di capelli neri, due manine grigie, ed ecco a voi Maite.

Non farò racconti splatter sul parto, che ha fatto male, è stato lungo, stressante e ho pianto un sacco, non ho potuto farlo in acqua e il cordone ombelicale non aveva abbastanza sangue perché potessimo donarlo, e il travaglio l’ho fatto da sola in ospedale, perché Nicola è stato spedito a casa “che tanto manca ancora un po’”, insomma, niente è andato come ci aspettavamo.
Tranne lei.
La cosa più sicura di tutte.
E ovvero che sarebbe nata una bambina, la nostra.
Ed eccola lì, tra le mani dell’ostetrica prima, sulla mia pancia poi, e in braccio al papà infine.
Un po’ blu, un po’ grigia, e abbastanza rosa infine. Con le mani strette a pugno, con i capelli neri a cresta, con la testa a pera, e, indubbiamente, con il mio naso.

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Si giocherà comunque il Campionato dei Nomi.

E’ tutto pronto. Abbiamo deciso le regole, i punteggi ed i partecipanti.

Dodici nomi da bimba. Un girone all’italiana, sessantasei partite. Cinque cartellini voto ciascuno ed un sistema per dare i punteggi articolato come quello della ginnastica artistica. La classifica per decretare il nome vincente e una busta con il nome su cui abbiamo scommesso.

Insomma era tutto pronto e avevamo già giocato il primo turno. Alla mamma è venuto in mente un nome nuovo, un nome che non stava in panchina e nemmeno in tribuna. A me è piaciuto e mi piace sempre di più, Maite. E’ un nome Basco, significa soave.

Il campionato verrà giocato comunque ma per adesso quando senti picchiettare sono io: “Maite, vieni a salutare il papà?”