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Edimburgo in 4

Tre giorni non bastano per questo spettacolo di città. Viva e da vivere.

Era la gita di fine anno del mio gruppo di studenti di Inglese, più parecchi esterni, eravamo 22. Mi sono portata dietro la famiglia e ci siamo goduti tre giorni insieme.

In ordine abbiamo avuto… 

il primo aereo di Livia. Un letto alla francese da dividere in 4. Km in fascia. Il sole e la pioggia, insieme. Una gita al mare. Gli scoiattoli. Hot dog a pranzo. Torte giganti a merenda. L’uva sempre in borsa. I body di mark&spencer. Il vasino portatile. Il tour della Edimburgo Sotterranea. Maite che dice ‘stordito’. 

Insomma, la Spagna, la Grecia, il Portogallo… sono tutti luoghi affascinanti. Caldi, mediterranei, colorati. Ma a me piace il nord. Di Edimburgo mi piacciono le case di arenaria nera, i giardini verdissimi, il vento.

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I gruppi Whatsapp e il male di vivere

La maestra di Maite si sposa. Le facciamo un pensierino? Ma si, va bene. 

Cosa? Una pianta, dico io. Neutra, simbolica, se le fa schifo la fa morire. Va bene. Ah no, non va bene. è un regalo misero. Mettiamo 30 euro per comprarle qualcosa per la casa. Qualcosa cosa, che vive da 10 anni con il suo compagno? 

Dissapori, discussioni. Un barlume di speranza da chi dice “facciamo a maggioranza!”, ma niente. Prima una, poi l’altra, si tolgono dal gruppo. Restiamo noi, spettatrici attonite. Nessuno dice nulla. 

Io, che mi chiamo cinismo, esordisco. “ok, dove eravamo rimaste?”.

La pianta gliela regalaremo, senza le altre due, e bon. E non voglio sentire parlare di regali di fine anno! … almeno fino a Luglio. 

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il latte della mamma

L’allattamento di Livia non è andato bene, dall’inizip. Forse ero troppo sicura di me, non pensavo potessero esserci problemi. Agli ultimi controlli però Livia era molto sottopeso, in 4 mesi era aumentata meno di due kg. 

Ho pianto, ho dato un biberon di artificiale, ho contattato una ostetrica e ho letto e riletto il sito della Leche Legue.

La pediatra intanto, a cui mi ero mostrata tranquilla e sicura, le ha diagnosticato il reflusso. Io però lo sapevo, non avevo più latte. E così ho preso una decisione. Quella che faceva stare meglio me, che mi restituiva la tranquillità, e che non è uguale per tutte. 

Ho scelto di toglierle il ciuccio, tenermela aaddosso il più possibile, allattarla ad oltranza, litigarci affinché si attaccasse bene. e il latte è tornato. In 10 giorni ha preso quello che aveva preso in un mese. 

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Seridò

Il Seridò è la fiera del gioco. Si svolge a Montichiari (bs), due week end (lunghi) l’anno. lunedì ne abbiamo aapprofittato, grazie al mezzo ponte di entrambi, e dopo il nido siamo partiti. 

Per noi era la prima volta, ma c’è chi lo considera una vera e propria istituzione. 

Dunque… 

Il primo padiglione, degli sport, era quasi ttutto inaccessibile per Maite. Ha giocato nella sabbiera, ma nulla di diverso da quello che fa al parco. 

Il secondo padiglione aveva lego, piste per le macchinine, costruzioni di legno… nulla di troppo accattivante per lei. 

Il terzo padiglione, finalmente, era quello destinato alla creatività. E via con la pasta di mais, la creta, il sale colorato, gli acquarelli, il pongo…

Ci siamo spostati poi nel padiglione “nido 0/3 anni”. Ha saltato sui salterelli, fatto gli scivoli, i tunnel… 

Infine, i gonfiabili. Prima di entrare le hanno chiesto quanti anni avesse. “due!” ha risposto orgogiosa. Fuori. 

Istruita a dovere, fa i 3 tra un mese!, ci abbiamo riprovato. In coda i bambini più grandi, o semplicemente più furbi, la sorpassavano ridendo. Lei nemmeno capiva. Alla fine è riuscita a salire su due. 

Merenda e a casa. 

Ad ogni gioco è destinato un bello spazio, e nemmeno ai gonfiabili abbiamo dovuto fare grandi file. Non è male, davvero. Ma ogni adulto paga 13 euro di ingresso, e sinceramente non credo ne valga la pena. 

Vedremo quando sarà più grande! 

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A casa da sole

A volte capita. Ed è capitato anche quest’anno. Nicola in trasferta, e noi a casa. Ma quest’anno erano due contro una.

Le giornate sono state lunghissime, ma ce la siamo cavata. 

Livia ha avuto la brillante idea di non dormire la prima notte e piangere per due terzi del giorno dopo. Maite avrà detto ‘mammaaaa’ almeno dodicimila volte (al giorno). 

Ma il tempo passa, e papà torna. E stamattina alle 7.30 era in giro con Livia per farmi dormire un pochino di più. 

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i giorni da rifare

Non parlo di quelle giornate bellissime, quelle che vai a letto e ti dici “è da rifare!”.

Parlo dei giorni sbagliati. Quelli che vado a letto e vorrei svegliarmi al giorno prima, per poterlo rifare.

Che spero Maite non ricordi, che non le rovinino l’infanzia.

Ieri era uno di quei giorni. Ero in ritardo, dovevo fare un sacco di cose, Livia piangeva, Maite voleva attenzione. L’ho sgridata e abbiamo litigato praticamente tutta la mattina. 

Alle 11 dovevo andare, e mi sono portata dietro Livia. Crisi di pianto. Sono uscita di casa con un nodo in gola. Sperando che un giorno, nella sua vita, significhi davvero poco. 

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Bentornato parco!

Maite non dorme più al pomeriggio. Livia… beh, lei fa i pisolini del gatto. Dorme 20 minuti. Massimo. Gli amici di Maite, figli di madri più furbe di me (o semplicemente che non lavorano la seramia) frequentano il nido fino alle 16. Quindi io mi ritrovo con quelle due/tre ore da riempire, da sola. 

E dopo aver dipinto ogni superfice possibile, aver costruito di tutto con i lego, aver guardato una decina di film… non sapevo più cosa inventarmi! 

Fortuna che è tornato il sole ad aiutarmi. E sole vuol dire parco. Quindi telo in macchina, sacchetto dei giochi per la sabbia sempre pronto, ed è qui che puoi trovarci, quasi tutti i pomeriggi. Livia dorme sul telo, Maite gioca con la sabbia. Io respiro.

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venerdì sera

Ho appoggiato Livia sul letto mentre lo sistemavo. Vado a caricare la lavatrice, torno e la trovo addormentata. Sono le 20.20. oh beh. La sposto nella culla e mi butto sul divano con Maite. Lei mi prende il braccio, si fa abbracciare e… si addormenta. 

Morale: sono le 20.35, le bambine dormono, il papà è in palestra, e io guardo BakeOff Uk. 

È il venerdì più emozionante degli ultimi tre anni. 

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A due mesi dal parto

A due mesi dal parto sono stanca, ma pensavo peggio.

A due mesi dal parto, Livia ha due mesi. È meravigliosa, ma cresce troppo in fretta. 

A due mesi dal parto, mentre guido per andare al lavoro, ho il 50% della testa ancora a casa. In quel biberon di latte tirato a fatica, nel letto di Maite, sul divano vicino a mio marito.

A due mesi dal parto ho ricominciato a ovulare. E la ginecologa mi ha detto di fare attenzione.

A due mesi dal parto il mio seno schizza latte e tutti i pigiami hanno due chiazze in corrispondenza delle tette.

A due mesi dal parto ho un sacco di kg da perdere.

A due mesi dal parto ho comprato una nuova fascia, fuxia. Perché in questi due mesi ho usato quasi sempre la fascia e quasi mai la carrozzina.

A due mesi dal parto non ho ancora iniziato con i lavabili.

A due mesi dal parto le lavatrici sono decisamente aumentate. 

A due mesi dal parto Maite ha il terrore che io vada ancora in ospedale. 

A due mesi stiamo tutti bene.