5

Foresta Umbra

La foresta Umbra, che per quanto suoni strano è in Puglia, è una meraviglia! Si arriva in macchina, passando per una trentina di km in mezzo a una fitta vegetazione alta e verdissima. 

I parcheggi, un po’ selvaggi ai lati delle strade, ti permettono di arrivare velocemente al laghetto, pieno di pesci che si litigano le briciole. 

Abbiamo fatto un pic nic ai tavoli (la spazzatura devi riportarla via), e poi una breve passeggiata per raggiungere il recinto con i daini e l’area gioco bosco.

Sopratutto quest’ultima ci è piaciuta tantissimo. Come dice la presentazione è un’area chiusa in cui il bosco è stato un po’ addomesticato, ci sono sculture di legno, casette, trenini, tronchi su cui fare equilibrismo, pezzi di legno da usare come costruzioni.

Fa fresco, essendo molto ombreggiata e anche abbastanza in alto, noi stavamo bene in felpa. Assolutamente merita!!

0

Seridò

Il Seridò è la fiera del gioco. Si svolge a Montichiari (bs), due week end (lunghi) l’anno. lunedì ne abbiamo aapprofittato, grazie al mezzo ponte di entrambi, e dopo il nido siamo partiti. 

Per noi era la prima volta, ma c’è chi lo considera una vera e propria istituzione. 

Dunque… 

Il primo padiglione, degli sport, era quasi ttutto inaccessibile per Maite. Ha giocato nella sabbiera, ma nulla di diverso da quello che fa al parco. 

Il secondo padiglione aveva lego, piste per le macchinine, costruzioni di legno… nulla di troppo accattivante per lei. 

Il terzo padiglione, finalmente, era quello destinato alla creatività. E via con la pasta di mais, la creta, il sale colorato, gli acquarelli, il pongo…

Ci siamo spostati poi nel padiglione “nido 0/3 anni”. Ha saltato sui salterelli, fatto gli scivoli, i tunnel… 

Infine, i gonfiabili. Prima di entrare le hanno chiesto quanti anni avesse. “due!” ha risposto orgogiosa. Fuori. 

Istruita a dovere, fa i 3 tra un mese!, ci abbiamo riprovato. In coda i bambini più grandi, o semplicemente più furbi, la sorpassavano ridendo. Lei nemmeno capiva. Alla fine è riuscita a salire su due. 

Merenda e a casa. 

Ad ogni gioco è destinato un bello spazio, e nemmeno ai gonfiabili abbiamo dovuto fare grandi file. Non è male, davvero. Ma ogni adulto paga 13 euro di ingresso, e sinceramente non credo ne valga la pena. 

Vedremo quando sarà più grande! 

0

Bentornato parco!

Maite non dorme più al pomeriggio. Livia… beh, lei fa i pisolini del gatto. Dorme 20 minuti. Massimo. Gli amici di Maite, figli di madri più furbe di me (o semplicemente che non lavorano la seramia) frequentano il nido fino alle 16. Quindi io mi ritrovo con quelle due/tre ore da riempire, da sola. 

E dopo aver dipinto ogni superfice possibile, aver costruito di tutto con i lego, aver guardato una decina di film… non sapevo più cosa inventarmi! 

Fortuna che è tornato il sole ad aiutarmi. E sole vuol dire parco. Quindi telo in macchina, sacchetto dei giochi per la sabbia sempre pronto, ed è qui che puoi trovarci, quasi tutti i pomeriggi. Livia dorme sul telo, Maite gioca con la sabbia. Io respiro.

1

Scatole che raccontano storie

Ieri sera sono stata a un laboratorio organizzato dal nido di mia figlia.
Il titolo era “scatole che raccontano storie”. Ci hanno mostrato delle storie in scatola… ora mi spiego.

In una scatola bianca, ricoperta di ovatta, erano stati riposti 7 pom-pom bianchi, grigi, neri e misti. Un ponpon più grande, tutto bianco. Un guanto nero e un guanto bianco. Dei sassolini e una forbice. E un cartoncino con un orologio a cucù disegnato.
A cosa servivano questi elementi? A raccontare la fiaba dei sette capretti!!

L’educatrice che ci ha spiegato la funzione della scatola ci ha anche raccontato la storia. I sette pon pon rappresentano i sette capretti, mentre la mamma capretta è il pon pon grande. Il guanto nero è il lupo che bussa alla porta, e il guanto bianco è per quando si sporca le zampe di farina per ingannare i capretti. Infine il cucù dietro cui si nasconde il capretto che si salva. Le forbici, ovviamente, taglieranno la pancia del lupo, e i sassi gli riempiranno la pancia al posto dei poveri capretti!!

Dopo di che ci hanno lasciato una scatola e la possibilità di crearne una a nostra volta.
Io ho scelto i 3 porcellini. Ho fatto 3 pon pon rosa, e con un po’ di pelliccia ho fatto il lupo. Ho incollato diversi materiali su tre cartoncini per fare le casette, e con qualche scovolino ho fatto il fuoco.

Caricamento…
Non deve essere un teatrino, gli elementi sono simbolici e solo quelli essenziali.

Stamattina ho raccontato subito a Maite la storia. L’ha voluta tre volte. Dopo di che si è messa a raccontarla da sola.

Sono super soddisfatta! Credo sia un’idea bellissima, stimola la creatività (anche la nostra per costruire le scatole!), e li intrattiene parecchio.
Non vedo l’ora di costruirle quella di cappuccetto rosso!!

è nata anche una bella discussione sulla correttezza o meno di raccontare le storie “crude”. Se dire che il cacciatore uccide il lupo, che la matrigna è cattiva, ecc… io sono della fazione che è per raccontarle così come sono, ma mi piacerebbe riuscire a spiegare a Maite che non tutti i lupi sono cattivi, alcuni si e altri no, esattamente come le persone. Ci sono genitori che invece hanno optato per le versioni soft. Non ho assolutamente nessuna conoscenza in materia per poter giudicare giusta o sbagliata una scelta, ma è stato bello sentire l’opinione degli altri genitori!

il mio lupo!

… intanto… meno 30 giorni!!

1

È arrivata Santa Lucia!

Come avevo giá raccontato, qui da noi arriva Santa Lucia. È una tradizione molto forte, più di Babbo Natale, ma noi abbiamo preferito optare per una via di mezzo. 

Comunque è arrivata. Maite ha trovato la stradina di cioccolatini dalla camera all’albero, e qualche pacchetto da scartare! 

​Il suo interesse maggiore alla fine erano i cioccolatini, ma l’ho vista comunque contenta di avere dei giochi nuovi! 

​A me, dopo una notte completamente insonne, ha portato una massiccia dose di caramelle alla liquezia!

Grazie Santa Lucia!

0

Albero di Natale a prova di toddler! 

​Il sacchetto è Ikea, di almejo 3/4 anni fa. Le stelline di feltro sono semplici decorazioni, ma si possono tranquillamente autoprodurre e variare le forme. Velcro adesivo sul cartoncino e sulla stella, ed è fatta!!

Un albero di Natale in stile montessoriano, infrangibile, che non sporca, non si rompe, e cambia faccia ogni giorno!!

​Domani spero di completare l’ultimo progetto di decorazione natalizia, che tra un po’ arriva pasqua 😀

3

I vostri spazi

Finalmente la camera della prole sta prendendo vita. Nelle scorse settimane ho apprezzato poter leggere e vedere come avete sistemato voi le camerette, e mi sono resa conto che io, alla loro, non ci avevo ancora pensato.

A maggio, nel trasloco, è stata accantonata per altre priorità, e ora aspetto di sapere il sesso del bebè per poter eventualmente dividere di più gli spazi quando saranno grandi. 

Ma nei prossimi giorni ho in programma gite varie, chiodi, martelli e brugole, e spero di farvi vedere presto il risultato! 

Una sola parola… mongolfiera (no, non parlo di me!).

1

Il calendario dell’avvento

È una tradizione di origine nordica, ma come la maggior parte delle cose ormai è abbastanza usata anche in Italia. avendo degli zii in Svizzera io sono abituata ad averlo fin da piccola, ripieno per lo più di cioccolatini.

L’anno scorso ho deciso di cucirne uno a Maite, ed ecco il risultato. Avevo riempito le caselle di cioccolatini e caramelline.


Quest’anno volevo provare a riempirlo di sorprese varie, ma mi sembrava impossibile trovare 24 diverse sorprese. Ed ecco la soluzione. Perchè farle proprio diverse?

così ho comprato una decina di cioccolatini, una decina di timbri e qualche foglio di stickers. Aggiungici un po’ di pacchetti di figurine e qualche disegno da colorare ed è fatta. Ogni giorno ha un mix diverso di sorprese, chiuse in un pacchettino di carta regalo. 

​Ovviamente queste sono cose che piacciono a Maite, ma le idee che ho trovato in rete sono tantissime e adattabili ad ogni età.

Qualche esempio?

materiali per lavoretti, o per scrivere la lettera a babbo natale, una bustina di budino da fare a merenda, o gli ingredienti per una torta, biglietti del cinema, biglie, elastici e mollette, piccoli personaggi, gomme e matite per la scuola, una monetina (se siete favorevoli alle mance!), smalti, decorazioni per le finestre… 

se invece volete un calendario dell’avvento vi consiglio un giro alla Lidl, ne hanno di già fatti o da montare! Anche da Ikea di solito si trovano… e infine Tiger! Dove potrete trovare non solo il calendario, ma anche le sorprese con cui riempirlo! 

4

Ho perso il mio nome!

A proposito di nomi da scegliere e regali di Natale, oggi vi parlerò brevemente di questo libro.

questo link troverete il sito ufficiale, dove viene spiegato tutto. Io l’ho ordinato per il Natale scorso per Maite e Leone.

Il libro è personalizzato, sia nel personaggio, che è un maschio o una femmina, sia nella storia. La storia infatti dipende dalle lettere che formano il nome del bambino! Ad ogni lettera corrisponde l’incontro con un personaggio o una creatura magica, che regalerà al bambino la propria iniziale perchè lui possa, alla fine, riavere il suo nome. Ad ogni nome, quindi, corrisponde una storia sempre diversa! E non preoccupatevi se nel nome si trova due volte la stessa lettera, gli autori ci hanno già pensato, non troverete due pagine uguali!!

Maite ad esempio incontra un Mago, un’Aquila, un’Ippopotama, un Troll e un Elefante.

La storia è in rima, i disegni sono belli, e il costo non è più alto di quello di un bel libro illustrato preso in libreria.

Leone, invece, incontra un… Leone (!), un Elefante, un Orso, un Narvalo e un Extraterrestre!

Sul sito vi viene data l’opportunità di crearlo e vederlo in anteprima comunque, oltre che di poter stampare una dedica personalizzata sulla prima pagina.

Forse Maite e Leone sono ancora troppo piccoli per capire la magia di una storia solo per loro, quindi potrebbe essere anche un regalo adatto a bimbi più grandi, ma… a noi è piaciuto!

lostmyname-book-it-large