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I gruppi Whatsapp e il male di vivere

La maestra di Maite si sposa. Le facciamo un pensierino? Ma si, va bene. 

Cosa? Una pianta, dico io. Neutra, simbolica, se le fa schifo la fa morire. Va bene. Ah no, non va bene. è un regalo misero. Mettiamo 30 euro per comprarle qualcosa per la casa. Qualcosa cosa, che vive da 10 anni con il suo compagno? 

Dissapori, discussioni. Un barlume di speranza da chi dice “facciamo a maggioranza!”, ma niente. Prima una, poi l’altra, si tolgono dal gruppo. Restiamo noi, spettatrici attonite. Nessuno dice nulla. 

Io, che mi chiamo cinismo, esordisco. “ok, dove eravamo rimaste?”.

La pianta gliela regalaremo, senza le altre due, e bon. E non voglio sentire parlare di regali di fine anno! … almeno fino a Luglio. 

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il latte della mamma

L’allattamento di Livia non è andato bene, dall’inizip. Forse ero troppo sicura di me, non pensavo potessero esserci problemi. Agli ultimi controlli però Livia era molto sottopeso, in 4 mesi era aumentata meno di due kg. 

Ho pianto, ho dato un biberon di artificiale, ho contattato una ostetrica e ho letto e riletto il sito della Leche Legue.

La pediatra intanto, a cui mi ero mostrata tranquilla e sicura, le ha diagnosticato il reflusso. Io però lo sapevo, non avevo più latte. E così ho preso una decisione. Quella che faceva stare meglio me, che mi restituiva la tranquillità, e che non è uguale per tutte. 

Ho scelto di toglierle il ciuccio, tenermela aaddosso il più possibile, allattarla ad oltranza, litigarci affinché si attaccasse bene. e il latte è tornato. In 10 giorni ha preso quello che aveva preso in un mese.