Martedì di coppa.

Non lo sai quando è lunedì, oppure se è domenica e si può dormire un po’ di più.
Ma sono sicuro che sai benissimo quando è martedì, il nostro match. Sì, perché il martedì, che la mamma è al lavoro e vengo i nonni a trovarci tu piangi più del solito. Piangi così tanto che ti batte il mento e smetti solo per singhiozzare. ti tiri e ti arrovelli, mi cerchi e mi mandi via. Urla che ti svuotano i polmoni e riempiono la casa.

La mamma è il bomber, io, genitore panchinaro.

Genitore panchinaro in quattro fasi.
Fase 1: m’arrabbio.
“ma cosa faccio di sbagliato, solo perché non ho le tette non è giusto che mi tratti così!” “piangi pure, che a me non interessa” (bugia).
Fase 2: lo sconforto.
“non so più cosa fare, le ho provate tutte, ma niente. Non sono capace.”
Fase 3: lo scarica barile.
“colpa di tua mamma, sempre in braccio ti tiene, quanti vizi!”
Fase 4: lo sconforto nero.
“…, …, ….”
Ma stasera la mamma torna tardi, è il momento di scendere in campo e vedrai che me la merito una maglia da titolare!

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